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Ingegner Lanati,
benvenuto a bordo!
Numero nuovo, governo nuovo. Permettetemi di spendere una parola su coloro
che andranno a regolare la nostra vita, anche collezionistica, per i prossimi
cinque anni. Il nostro augurio ai politicanti è quello di avere occhi e orecchie
aperti per tutti, compresi noi collezionisti. Il patrimonio storico in Italia è immenso,
spazia tra migliaia di auto, moto, fuoristrada e trattori tra i più belli
mai costruiti. Custoditi gelosamente, mantenuti come meglio non si potrebbe.
Sarebbe grave se chi ci governa non se ne rendesse conto. Sfruttare questa
enorme potenzialità, perché no? Magari finanziando le manifestazioni più
meritevoli. Oppure lasciando la libera circolazione ai mezzi storici, che sono
proprio gli ultimi a inquinare l’ambiente. Ma attenzione a non tirare il collo a
chi fa fatica a mantenere viva questa passione: sarebbe imperdonabile.
Tornando alla vita del nostro club, la manifestazione AsiMotoShow che si è
appena celebrata alla fine di maggio sul mitico circuito di Varano de’ Melegari
ha visto sfilare fantastici centauri in sella alle loro incredibili motociclette.
Una passerella che, per emozioni e spettacolo offerti, non è seconda nemmeno
alla 1000 Miglia. Ormai è un evento che tutto il mondo a due ruote ci
invidia e a noi piace ricordare che, ancora una volta, siamo stati tra gli organizzatori
assieme ai club amici di Parma e Reggio Emilia. Un “Bravo!” speciale
spetta al nostro Enrico Passeri che da sempre coordina l’evento con esperienza
e professionalità.
Ora ci apprestiamo a vivere un altro grande evento, la Silver Flag: nel primo
weekend di luglio 180 bolidi provenienti da tutto il mondo sfileranno in un
fantastico concorso di eleganza sul tortuoso percorso che da Castell’Arquato
porta a Vernasca.
Consentitemi infine di dare un caloroso benvenuto all’ingegner Paolo Lanati,
tecnico motorista all’Alfa Romeo, creatore di sei cilindri da favola, che da questo
numero inizia a deliziarci con suoi ricchi contributi sulla tecnica dell’auto.
Lanati, piacentino purosangue, ha accettato volentieri di darci una mano: è un
onore e un piacere averlo a bordo. Insieme a lui faremo tanta strada. Ovviamente
con grinta e con passione.
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Inizia la stagione dei trattori
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Consiglio Direttivo Trattori
Presidente: Bassi Fiorenzo
Vice presidenti:
Marenghi Roberto, Ronda Renzo
Consiglieri:
Sfulcini Vittorio, Orlandi Giovanni,
Meneghelli Stefano, Fummi Livio,
Santi Giorgio, Castellana Luigi,
De Biase Nicola, Fervari Silvano,
Gnocchi Giuseppe, Sozzi Angelo
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Con il raduno a Cortemaggiore per la Fiera di San Giuseppe, è ufficialmente incominciata la lunga stagione degli incontri riservati ai
possessori di trattori del nostro club. Questa sezione, coordinata
dal presidente Fiorenzo Bassi, si è subito rivelata molto dinamica e ben
vogliosa di far bene. Lo dimostrano gli oltre venti trattori esposti nella zona
della chiesa dei frati nel borgo magiostrino, dove moltissimi
appassionati hanno potuto ammirarli e sentirli anche in moto.
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Il CPAE a Piacenza Expo
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Significativo il contributo del nostro
club alla recente Mostra delle Vacanze
e del Tempo Libero che si è tenuta a
Piacenza Expo dal 22 al 25 aprile.
Alcune auto dei nostri soci sono state
esposte nella hall di accesso ai padiglioni
suscitando l’interesse dei visitatori.
In occasione dell’inaugurazione del
22 aprile, un lungo corteo di auto ha
accompagnato il presidente della Provincia
Boiardi ed il presidente di Piacenza
Expo Bisotti da piazzale Genova
alla sede della Mostra. Scortate dalla
Polizia municipale le storiche sono
transitate per corso Vittorio Emanuele,
stradone Farnese, barriera Roma, via
Colombo e via Caorsana tra la
curiosità e l’ammirazione
dei piacentini.
Schierate le vetture
nel piazzale antistante
la manifestazione fieristica, si è
proceduto all’inaugurazione ufficiale
con il taglio del nastro da parte del presidente
Boiardi.
Ai discorsi ufficiali è intervenuto anche
il nostro presidente Achille Gerla, che
ha sottolineato la valenza culturale e
l’importanza sociale del motorismo
storico.
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Silver Flag vista dal gentil sesso |
Paola Lanati (Automobilismo Storico Alfa
Romeo) ci racconta le sue sensazioni provate
durante la giornata di presentazione della
Silver Flag. Emozioni particolari: eccole
Puntuale come il campanile che ad
ogni tramonto segna il trascorrere
dei giorni, contando le storie che
passano sul sagrato di questo magico
borgo, anche quest’anno il Museo Storico
Alfa Romeo di Arese lascerà correre il
rombo dei suoi gioielli tra le mura antiche
di Castell’Arquato, tra i vigneti ed i campi
che fanno da cornice ad un evento al quale
il Museo Alfa Romeo non può di certo
mancare.
Giulia TZ (1963) e TZ2 (1965), simboli
del rientro ufficiale di Alfa Romeo nel
reparto corse, legate indissolubilmente
a nomi scritti nella memoria di tutti
quali Autodelta, ingegner Carlo Chiti,
carrozzeria tubolare Zagato, accenderanno
i motori alla partenza di questo ormai
undicesimo appuntamento, apriranno
i finestrini al sole del mese di Luglio,
coloreranno di rosso il quarantesimo
anniversario della vittoria alla
Castell’Arquato Vernasca di un Alfa Romeo
TZ, appunto.
Museo Alfa Romeo pronto quindi a
scaldare di nuovo i motori, a ripercorrere
strade sicuramente già viste, ma che
sanno nascondere dietro ad ogni curva
un’emozione sempre nuova.
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Alfa Romeo TZ

Il Salone dell’Automobile di Torino del 1962 vedeva
la presentazione al pubblico dell’Alfa Romeo
Giulia TZ. Chi (progettisti, sperimentatori, collaudatori)
aveva vissuto a quei tempi la nascita
e lo sviluppo di questa mitica vettura Alfa
Romeo da competizione, non ha esitato
a definirla “fantastica”. Chi oggi
può ammirare questo bolide non può
che confermare questa definizione. Il
progetto della meccanica della TZ recepisce
e perfeziona le evoluzioni tecniche che
in quegli anni la Giulietta sta sviluppando
nella sua piena maturità di prodotto in vista
dell’ormai prossimo passaggio alla Giulia: evoluzioni sui
motori, sulle sospensioni, sugli impianti frenanti. Per il telaio la soluzione
scelta è a traliccio in tubi d’acciaio. La carrozzeria è opera dei fratelli
Zagato, la cui collaborazione con l’Alfa Romeo vedeva consolidarsi in
questa auto, una importantissima pietra miliare di un percorso che avrà
un eccezionale futuro.
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 MOTORE
È un 4 cilindri in linea con disposizione
longitudinale-anteriore di
classica impostazione Alfa Romeo,
con le tipiche soluzioni tecniche
della scuola Alfa Romeo, che verranno
mantenute per tanti anni
sui motori di tante vetture di serie
della Casa del Biscione. Basamento
e testa cilindri sono in lega di alluminio;
distribuzione con due alberi
a camme in testa con comando
a doppia catena, due valvole per
cilindro; alimentazione a due carburatori
doppio corpo Weber 45
DCOE; albero a gomiti contrappesato
e montato su 5 supporti.
La cilindrata totale è 1570 cc (alesaggio
72 mm, corsa 82 mm). Prestazioni:
il motore in versione base
eroga una potenza pari a 112 CV a
6500 giri/min con coppia massima
di 13.5 Kgm a 3500 giri/min. Per la
TZ2 viene sviluppata una versione
di motore a doppia accensione
(soluzione tecnica ripresa dal Twin
Spark delle ultime generazioni di
motori 4 cilindri Alfa Romeo) con
valvole maggiorate (asp. 45 mm;
sca. 41 mm) e rapporto di compressione
incrementato (11.4:1).
Le prestazioni salgono a 170 CV a
7500 giri/min.
TRASMISSIONE
Il cambio standard è a 5 velocità
tutte sincronizzate con comando
a leva centrale; la frizione è monodico
a secco a comando idraulico;
il differenziale a coppia conica di
tipo iporide con autobloccante
a lamelle al 47%.
SOSPENSIONI
Lo schema prescelto, a
ruote indipendenti, ha
l’obiettivo di ridurre al
minimo possibile il peso
delle masse non sospese.
La sospensione anteriore è con
quadrilateri trasversali, con molle
elicoidali integrate da ammortizzatori idraulici telescopici e con
barra trasversale antirollio. La sospensione
posteriore è con quadrilatreri
inferiori con semiassi senza
scorrevole, puntoni longitudinali
di spinta, tiranti trasversali, molle
elicoidali con ammortizzatori
idraulici telescopici coassiali e con
barra antirollio. A parte il semiasse
“portante”, questo sistema di sospensioni
è tutt’oggi utilizzato con
il nome “multi-link”.
IMPIANTO FRENANTE
La soluzione a 4 freni a disco costituisce
la scelta prevalsa dopo un
laborioso sviluppo della soluzione
a tamburo arrivata addirittura a
prevedere una configurazione a tre
ceppi. I due dischi anteriori sono
montati alle ruote, i due posteriori
sono sul differenziale. TELAIO
Il telaio, progettato interamente
dalla Direzione Tecnica Alfa Romeo,
è a traliccio tubolare con elementi
di piccola sezione al fine di
contenerne il più possibile il peso,
pur mantenendo caratteristiche di
rigidezza adeguate ad una vettura
da competizione, grazie anche al
ricorso a vari elementi di controventatura
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ASI MotoShow - Il vero "paradiso" dei centauri doc |
Oltre 450 moto presenti,
suddivise in 11 batterie,
la presenza di tantissimi
campioni del mondo del motociclismo
mondiale provenienti da tutta
Europa, oltre 10 mila spettatori sul
circuito Riccardo Paletti di Varano:
questi, in sintesi, i numeri sensazionali
della quinta edizione di Asi-
MotoShow, organizzato dall’Asi in
collaborazione il nostro club, con il
Camer di Reggio Emilia e Ruote a
Raggi di Parma.
È stata un’occasione unica per ammirare
motociclette da gran premio
esposte nel paddock e riportate in
circuito con gli scarichi originali
dell’epoca. Non è una competizione
ma l’entusiasmo e la voglia di
riportare alla ribalta pezzi di storia
della meccanica realizzati anche da
imprese artigianali in pochissimi
esemplari, ha emozionato anche ragazzi
giovanissimi e intere famiglie. Alcuni collezionisti portano moto
prestigiose restaurate o conservate,
per esporle al pubblico nel paddock
del circuito. In questo modo,
assieme alle moto esposte dai Club
di marca, dai Musei privati e quest’anno
anche da alcune marche
prestigiose come Ducati e Bimota,
AsiMotoShow è una grande mostra
a cielo aperto della storia del
motociclismo mondiale.
Il programma della tre giorni motociclistica
prevedeva l’alternarsi
in circuito di undici batterie di
moto dei diversi periodi storici con
turni di prova di quindici minuti,
tre parate dei campioni fra sabato
e domenica e mostre tematiche
nel paddock e nei box del circuito
fra cui ricordiamo:
Storia del pilota Guido Leoni con
esposizione del suo Guzzi Dondolino
a cura dell’Associazione Tazio
Nuvolari di Mantova;
Stand Ducati con esposizione di
moto storiche del “Museo Ducati” di
Bologna: Ducati 125 monocilindrica
Gran Sport “ Marianna “, 1956 - Ducati
125 monocilindrica G.P. Trialbero
Desmo sei marce “ Barcone “,
1959 - Ducati 250 bicilindrica G.P.
Desmo, 1960 (ex Mike Hailwood)
- Ducati 500 bicilindrica G.P. 500,
1971 (ex Bruno Spaggiari);
Esposizione di moto da Gran Premio
50 e 80cc. anni 1968-1984. Museo Nicolis (Villafranca, Italia)
ha esposto nel paddock la Bianchi
Tonale da record di velocità, 187
cc derivato di serie, 17 CV a 8000
giri, telaio a traliccio tubolare con
carena in alluminio, progettata
dall’ing. Sandro Colombo (record
a Monza del 1957 sui 100Km alla
media di 187 Km/h coi piloti Gino
Franzosi e Alano Montanari)
I club Asi Veteran Car Club Ligure,
il siciliano “La Manovella”, l’Amatori
Veicoli d’Epoca di Cremona,
l’Associazione Otello Buscherini,
il Moto Club Rapallo e il Club
Laverda, hanno esposto moto di
loro collezionisti mentre la Bimota
era presente con alcuni esemplari
della prima produzione e delle
nuove moto esclusive della marca
romagnola.
È stato anche possibile ammirare
due moto uniche del pilota e preparatore
piacentino Gino Cavanna:
la sua Vincent 1000 e l’esemplare
di Moto Guzzi da record
progettato dallo stesso Cavanna
in collaborazione con l’ingegner
Bazzocchi dell’Aermacchi per la
carenatura a “Siluro” e l’ingegner
Carcano della squadra corse Moto
Guzzi per la preparazione del
motore con cui nel 1959 conquistò
il record mondiale di velocità
(235,130 km/h) sull’Autostrada del
Sole fra Reggio Emilia e Parma.
Le Poste Italiane hanno portato
uno speciale annullo postale commemorativo
dell’evento e l’organizzazione
ha realizzato una serie
di cartoline per l’occasione.
Fra i campioni italiani che hanno
entusiasmato gli appassionati sugli
spalti e i fotografi nel paddock
spicca Giacomo Agostini coi suoi
quindici titoli mondiali e trecentoundici
gare vinte che si è infilato
nella sua tuta bianco-rossa e in
sella alla mitica MV Agusta 500 GP
ha ricordato al pubblico com’era
l’urlo di un quattro cilindri quattro
tempi degli anni Settanta. Marco Luchinelli (campione mondiale
classe 500 nel 1981 su Suzuki)
è salito su una Suzuki TR7; Gallina,
che è stato pilota ufficiale Laverda
e grande team manager ha guidato
l’unico esemplare costruito di
Laverda 1000 V6, Mendogni (campione
italiano 1953-54) ha girato
su Morini 175, Zito su Ducati 175,
Perrone su Matchless G50, Brettoni
e Cappellotto, con Piero Laverda,
si sono alternati su Laverda 750
SFC, 500 Formula e 1000 endurance,
Campanelli su Gilera Saturno,
Frigerio su Moto Guzzi 500 due
cilindri del 1946 e ancora Battisti
su Benelli GP 500 del 1971 ex
J.Saarinen, Gatti su Morini settebello
250, Guglielminetti su Gilera
4 Cilindri 500 del 1957.
Dall’Inghilterra erano presenti
il pluricampione mondiale Phil
Read, oltre a Sammy Miller su AJS
500 Porcupine 1947 e AJS 500 V4
turbocompressore 1939, Ralph
Bryans su Honda 350 GP. Inoltre
Paul Smart che vinse la 200 Miglia
di Imola nel 1972 su Ducati 750
ha entusiasmato il pubblico con
la bellissima Ducati 750 ufficiale
1973, Colin Seeley su Seeley G50,
Braid su Arter-Matchless G50 1967
ex Williams, Gower su Arter Matchless
G50 1962 ex Duff.
Dalla Francia Baldé ha girato in
pista sulla sua Kawasaki 250 KR
del mondiale 1982, Coulon su una
Suzuki RG500 del mondiale 1978,
Michel Philippe con la Kawasaki
250 A1R del 1968, i fratelli Nougier
con l’unico esemplare della 250
competizione 1955. Inoltre dalla
Slovacchia Peter Balaz si è esibito
su Jawa 250 ufficiale.
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Gentil
casco: la centaura Michel Philippe con Jean
Francois Baldé. |
Giacomo
Agostini sorridente prima del via della
propria manche. |
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Dai,
dai, dai, dagli una spinta: il vero motore
della Morini è Enrico Passeri. |
Non
era una vera corsa, ma “Ago” in pista ha
mostrato ancora la sua classe. |
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Francesco
Todero con la Moto Guzzi bialbero 350 del
1956. |
Nello
Salsapariglia ha esposto questa splendida FN 4
cilindri 370 del 1905. |
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...E la Range piegò le Porsche
Aylmer Motors ad Alseno è universalmente conosciuto come punto di riferimento
di tutti i possessori di Land e Range Rover per quanto riguarda i ricambi
e le customizzazioni. Il centro, coordinato da Giovanni Bardini (socio onorario
di LegeLand), è diventato famoso anche grazie alla vasta attività sportiva
negli anni passati, grazie alla trasformazione di alcuni Range per le gare endurance
tipo Dakar. “Uno dei ricordi più belli dei tanti rally raid che ho corso
con il Range prototipo - racconta Bardini - è la diciottesima tappa della ottava
edizione della Parigi-Dakar, che si concluse a S. Louis il 20 gennaio 1986.
Partiamo per la tappa con il mezzo abbastanza in ordine nonostante i 15 mila
km di gara ormai percorsi. Doveva essere una tappa semplice, ma per molti
si rivelerà una trappola infernale. L’inizio è molto buono con un ritmo molto
alto. Il terreno è ideale per il nostro ingombrante ma velocissimo Range. Per
tutta la speciale non troviamo altri concorrenti e ci rendiamo conto che molti
hanno probabilmente sbagliato percorso. Intravediamo nel polverone una
Porsche 959 che procede non velocissima. In pochi attimi raggiungiamo una
piccola laguna in cui scorgiamo piantate in un mare di fango altre due 959
che ci precedano solo di pochi minuti.Ci fermiamo un attimo. Un secondo
di riflessione e subito giù il piede dell’acceleratore. Passiamo al volo
la laguna. Il Range, ancora una volta, non ci ha tradito, il risultato
in classifica sarà veramente gratificante. Non
sono stati in molti a precede le tre Porsche
ufficiali al traguardo. Una gran
bella soddisfazione”.
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GMT Ottima prestazione alla 1000 Miglia
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Per chi la corre seriamente
e non l’affronta come una
magnifica passerella, la
Mille Miglia è una gara veramente
massacrante. E per vincerla, o per
piazzarsi tra i primi dieci, è necessario
un cocktail di bravura con
i cronometri e buona sorte che è
difficile da spiegare. Solo chi l’ha
già disputata nelle precedenti edizioni
lo può capire. Chi inizia ad
avere problemi all’auto, se non ha
un’adeguata assistenza, deve alzare
bandiera bianca. Ecco perché
il quindicesimo posto assoluto in
classifica generale dell’equipaggio
del GMT Fontanella-Covelli con la
Siata carrozzata Motto (foto sopra)
è stato visto come un vero e proprio
exploit. I ragazzi piacentini hanno
iniziato ad avere problemi alla barchetta
Siata già dopo Desenzano: il
motorino di avviamento ha iniziato
a fare i capricci. Poi a Ferrara si
è ammutinata la dinamo, e quindi
è stato necessario sostituire la
batteria e far riparare il motorino.
Alla fine della seconda giornata di
corsa, l’arrivo a Roma non è il massimo:
ennesima sostituzione della
batteria. Guardando la classifica
generale, il 23° posto viene quindi
salutato come un mezzo miracolo.
La gara del giorno dopo è all’insegna
della massima regolarità. Fontanella-
Covelli arrivano a Borgo
Panigale rimontando dieci posizioni
ma con il carburatore allentato
dalle vibrazione e il differenziale
quasi a pezzi. Purtroppo l’assistenza
è bloccata alla Raitoca per un incidente.
Non rimane che avvitare il
carburatore e ripartire di gran carriera
verso Brescia. La Siata è sfinita,
ma nonostante i portabandiera
del GMT arrivano al traguardo in
viale Rebuffone in quindicesima
posizione assoluta. Complimenti,
comunque sia andata.
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Il
Mercatino
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