|
|
 |
|
|
|
|
L'unione fa la forza
Ruote Libere numero due: si tratta di un fascicolo speciale, indubbiamente
molto piacevole da sfogliare. È quasi interamente dedicato alle grandi manifestazioni
che hanno visto, nel periodo tra giugno e agosto, il nostro club tra
i protagonisti assoluti nel settore delle auto storiche. Ovviamente è ancora
viva l’eco del tourbillon di emozioni che ha accompagnato la undicesima edizione
della Silver Flag, preceduta di due settimane dall’edizione 2006 della
Castell’Arquato-Vernasca. La prima ha visto la partecipazione di oltre 180
bolidi da competizione rarissimi ed esclusivi provenienti da tutto il mondo; la
seconda è ormai diventata un appuntamento tradizionale per tutti gli appassionati
del cronometro. Che dire? Il mio grazie più sincero va ai collaboratori
stretti che anche quest’anno mi hanno accompagnato in questa fantastica
avventura. Impossibile citarli tutti: un abbraccio grande e riconoscente alle
persone che lavorano tutto l’anno per la perfetta riuscita di questi eventi, che
col passare delle edizioni diventano sempre più importanti.
E un ringraziamento sincero va anche ai club limitrofi di Cremona e Parma
che, insieme al CPAE, hanno splendidamente coordinato una manifestazione,
svoltasi a metà luglio, riservata a vetture ante ‘45. Una formula questa che si
è dimostrata subito vincente per entusiasmo di partecipanti e pubblico, e che
senz’altro ripeteremo l’anno prossimo per festeggiare degnamente i nostri primi
40 anni di storia del motorismo storico piacentino.
L’anno volge al termine ma ancora tanti eventi ci aspettano. Uno fra tutti: il
consueto pranzo sociale che si celebrerà l’ultima domenica di novembre e
che vedrà in concomitanza anche lo svolgimento della assemblea del club
con le elezioni del nuovo consiglio direttivo. È importante partecipare: sarà
un’occasione più unica che rara per vederci e scambiarci pareri e opinioni sul
mondo a noi più caro, quello degli affetti verso le due e quattro ruote (compresi
ovviamente i trattori e i fuoristrada) che così tanta passione riscuotono,
da sempre e per sempre.
|
|
|
Fantastica: la Ferrari 250 GTO
del 1962 di
Fabrizio Violati.
|
|
|
|
Silver
Flag 2006 - Cronaca
di un sogno
|
|

|

|
|
Morgan
3 ruote |
Maserati
4CM |
|
Sogno o son desto? Tutto vero,
proprio come la vittoria ai
Mondiali di calcio. Il “suo”
campionato del mondo il CPAE
lo vince, in realtà, ogni anno con
la Silver Flag. Questa undicesima
edizione, organizzata come di consueto
in collaborazione con ACI
Piacenza, Amministrazione Provinciale
e i Comuni di Castell’Arquato,
Lugagnano e Vernasca, si è
aperta venerdi 30 giugno con l’arrivo
dei primi partecipanti.
Il sabato mattina un appassionato,
varcando l’ingresso al paddock,
si sarebbe trovato davanti
a undici Alfa Romeo TZ parcheggiate
tutte assieme per festeggiare
il 40° anniversario della vittoria
alla Castell’Arquato-Lugagnano-
Vernasca del 1966. Pensiamo che
difficilmente si potranno ancora
vedere tante TZ in un colpo solo!
Vicino a una di queste, un distinto
signore di circa settanta anni
raccontava delle tante “Vernasca”
fatte e di quella vinta nel ‘66 con la
TZ. Il signore era Ildefonso Torriani
che non aveva saputo resistere
all’invito e si presentava a Castell’Arquato
quarant’anni dopo
per salire a Vernasca sempre a bordo
di una TZ.
Alle 11,00, inizia la prima delle sfi-
late sul percorso chiuso al traffico.
Tutte le vetture, mentre aspettano il proprio turno, vengono descritte
da Gaetano Derosa aiutato
da Adriano Cimarosti, leggendario
giornalista e serbatoio inesauribile
di curiosità su tutte le vetture.
Al pomeriggio, dopo la pausa
pranzo, i motori hanno iniziato a
far sentire il loro suono gutturale e
dalle 15,30 la storia delle competizioni
è sfilata sotto gli occhi degli
appassionati presenti.
Durante il sabato la giuria presieduta
dall’ex responsabile tecnico
della Ferrari, ingegner Mauro
Forghieri, ha avuto il compito di
scegliere quali delle vetture presenti dovevano essere premiate
nel “Concorso di Restauro e
Conservazione”.
Passeggiare e ammirare vetture
che hanno scritto pagine di storia
sportiva è un’esperienza che pensiamo
possa capitare solamente a
Castell’Arquato. Da un lato alcuni
meccanici compivano il rito di accensione
di alcune delle F1 più belle
mai apparse sui circuiti: Cooper
con motore BRM, McLaren, Ferrari
500 e la mitica monoposto 312T
campione del mondo 1975 con
Lauda e Regazzoni. In un altro lato
l’Abarth era rappresentata in tutta
la sua produzione: dalle derivate
Fiat fino ai prototipi protagonisti di
migliaia di corse. Molto interessante
l’unico esemplare di Coupé Lufthansa
presentato da Leo Aumuller,
uno dei più importanti collezionisti
di vetture dello Scorpione.
Le voitturettes erano presenti: dalle
inglesi MG e Riley alle Salmson
e Amilcar fino ad arrivare ad una
leggendaria Maserati 4 CM.
La Porsche era presente con una
serie di prototipi degli anni Sessanta,
compresa la 908/3 con cui
Steve McQueen si aggiudicò il secondo
posto a Sebring.
Su tutte le Ferrari presenti la palma
di primadonna spettava alla
250 GTO di Fabrizio Violati, solitamente
“confinata” nelle sale
della collezione Maranello Rosso,
questa volta ha fatto sentire la sua
voce incantevole sui tornanti della
Vernasca.
E, per terminare, un cenno alle
rarità presenti alla Silver Flag: la
Aguzzoli Condor che venne costruita
in due esemplari, appena
risvegliata da un restauro certosino.
Una Lola Sport motorizzata
Tecno F1 dodici cilindri: la vettura
è stata protagonista di un episodio
di altri tempi. Al termine della
prima salita si è rotto un semiasse.
Il meccanico che aveva in cura la
vettura non si perdeva d’animo e guardandosi intorno trovava una
estemporanea “soluzione tecnica”:
segando un tubo utilizzato per sostenere
un segnale stradale, confezionava
un semiasse di emergenza
che permetteva di effettuare le altre
salite!
Al termine della giornata si svolgeva
la cena nella piazza medioevale
di Castell’Arquato.
La domenica mattina i partecipanti
si divertono per un’ultima
volta salendo fino a Vernasca dove,
parcheggiate le vetture nelle due
piazze, gli attendeva il buffet finale
e le premiazioni del Concorso.
|
|
|
|

|
|
 |
|
Un
uomo solo al comando... |
|
|
 |
|
Una
messa a punto |
|
|
Insolito
scenario per la Ferrari 312 T di Walter Burani. |
|
|

|
|
|
“...E
mi raccomando, non superare i 250 all’ora in
rettilineo!” |
|
|

|
|
|
La
classe di Beppe Dosi al volante della sua amata
Giannini 500. |
|
|
|
|
|
Castell’Arquato-Vernasca
|
Quasi 100 partecipanti si sono dati appuntamento sul viale Pubblico Passeggio
per la 30° edizione della Castell’Arquato-Vernasca. Il Facsal è ormai
diventato tappa d’obbligo per la partenza di questa manifestazione
volendo il CPAE tenere viva la memoria, per il momento almeno nel rettilineo,
del Circuito di Piacenza. Tra le vetture partenti particolare interesse
per la Siata Gran Sport del 1937 dei fratelli Bardelli di Cremona che, forse,
il Circuito di Piacenza lo fece veramente. Intervallate di 30 secondi una
dall’altra da Raffaele Rizzi e presentate dallo speaker ufficiale del CPAE
Gaetano Derosa le 97 vetture verificate subito dopo la partenza si trovavano
ad aver a che fare con le prime 3 prove sistemate sul rettilineo di partenza
del Circuito, il percorso totalmente rinnovato, continuava poi per S.
Giorgio, Carpaneto per inoltrarsi quindi nelle valli del Chero, Chiavenna
e Arda, una prima salita a Vernasca e infine l’arrivo al Colle S. Giuseppe
per il pranzo. Alle 15,30 si riparte per l’ultima salita fino a Vernasca con
prova valida come “Trofeo MTA” . Le premiazioni si sono svolte alla Antica
Pieve di Vernasca come tradizione consolidata.
È risultato vincitore il fiorenzuolano Giovanni Pighi su Porsche 356. Il trofeo
MTA se lo è invece aggiudicato Bossalini su Triumph Spitfire.
|
|
|
|
GMT
protagonista in
Val Tidone |
È giunto alla terza edizione il fortunato
trofeo “Circuito della Val Tidone”
organizzato dalla Scuderia GMT
(Gentle Motor Team), ramo sportivo
del CPAE che, tra le varie specialità
dedicate alle auto d’epoca, predilige
la regolarità.
La passione per i cronometri, meccanici
o sofisticatamente digitali ed
un sano senso della competizione,
porta i piloti e i navigatori della Scuderia
a partecipare alle maggiori
manifestazioni sportive in Italia, con
vittorie e piazzamenti decisamente
apprezzabili.
Questa volta la gara si è svolta sulle
nostre colline, portando in alta Val
Tidone una trentina di concorrenti,
con partenza ed arrivo a Pecorara,
passando anche per i comuni di
Nibbiano, Caminata e Ruino, dove
per l’occasione le strade locali sono
state chiuse al traffico. Un percorso
di 90 chilometri con nove prove
cronometrate al centesimo di secondo,
che ha visto dall’inizio un testa
a testa tra gli equipaggi della GMT
Cerri - Dalmini su Mini Cabrio e
Torti - Cappellini su Fulvia Coupè
Montecarlo. Questi ultimi hanno
condotto la prima parte di gara non
commettendo alcun errore e tenendo
delle medie di passaggio sotto i
cinque centesimi, ma nella tornata finale Claudio Cerri, navigato da
Emanuele Dalmini ha portato alla
vittoria la sua Mini che si trovava
particolarmente a proprio agio sugli
stretti tornanti della Val Tidone.
Terzo posto per Piccioni - Belisomo
su Fulvia HF. Al pomeriggio, una strada locale
ombreggiata e poco battuta dal traf-
fico, è stata teatro di una simpatica
gara ad eliminazione che vedeva
gli equipaggi schierati contendersi
il passaggio alle fasi successive
cercando il miglior tempo su una
singola prova. Il minimo errore
comportava l’eliminazione. A
spuntarla è stato l’equipaggio Torti
- Cappellini della scuderia GMT,
giunto in finalissima con i compagni di Scuderia Bossalini - Bossalini,
che si è aggiudicato anche il
premio speciale per il risultato della
combinata.
Le gare, divertenti e ben organizzate
hanno visto anche una buona partecipazione
di pubblico che, complice
il tiepido sole dopo una notte di
diluvio, hanno portato sulle strade
molti giovani e vecchi nostalgici a
godere della vista di queste splendide
vetture.
|
|
|
|
 |
 |
 |
| Il
podio per i vincitori. |
La
bella TR3 di Bossalini. |
Torti-Cappellini
su Fulvia coupé. |
|
 |
|
|
Malta-Zambianchi
(Austin-Healey). |
|
|
|
|
Ad
Agosto tutti a Bore
 E chi l’ha detto che ad agosto
si va in vacanza? Valutando
il numero di iscritti (190 persone,
92 auto e 25 moto presenti) al
raduno di Bore la domanda sorge
spontanea. Lo sponsor Mercatone
Uno ha accolto gli equipaggi nel
piazzale antistante il punto vendita
di Fiorenzuola, dove ha offerto una
lauta colazione. In seguito la partenza
per un piacevole percorso che si
snodava tra le dolci colline piacentine
ed attraversando i borghi di
Castell’Arquato, Lugagnano e i famosi
tornanti di Vernasca si è giunti
a Bore. Dopo il pranzo, ospitati da
Don Giancarlo presso il centro parrocchiale,
si è assegnato all’amico
Gian Franco Casadei il trofeo alla
memoria di Romeo Nani per l’impegno
e la passione profusi per la
nostra associazione. Dopo i ringraziamenti
ai partecipanti del presidente
CPAE Achille Gerla e del presidente
ACI Luigi Borella si è svolta
una lotteria con ricchi premi offerti
dallo sponsor. Nel pomeriggio dopo
un giro panoramico ed una degustazione
di prodotti locali il saluto ai
partecipanti con un arrivederci alla
prossima edizione di questo raduno
che, con la sua formula tranquillo
giro turistico e degustazione enogastronomica,
riscuote sempre ampi
consensi tra i nostri soci.
|
|
|

|
|
Parata di stelle: le vetture partecipanti in sosta per la punzonatura. |
|

|
|
Avanti, c’è posto: anche quest’anno a Bore un bel parco auto. |
|

|
|
La consueta festa estiva organizzata a San Protaso ha visto in azione i trattori
testa calda del nostro club, impegnati con i vari accessori d’epoca. |
|
|
|
|
|
3
Province - Una
“prima” di grande successo
|
Sono state ben 40 le vetture
ante 1945 che hanno preso
parte, domenica 16 luglio, al
meeting Le Tre Province, organizzato
dal club di Cremona, quello
di Parma e il CPAE. Come prima
edizione, davvero niente male.
Soprattutto per la qualità dei mezzi
presentati: dalla Fiat Brevetti
Limousine del 1908 all’Alfa Romeo
1750 che fu di Achille Varzi,
dalla Itala 65 Sport Ghia del 1929
alla splendida Siata Gran Sport. Il
gruppo, partito da Cremona, ha
raggiunto Isola Dovarese e poi il
suggestivo castello di San Lorenzo
Picenardi. Complimenti agli organizzatori
ed arrivederci alla seconda
edizione, che si svolgerà l’anno
prossimo in terra piacentina, per
festeggiare degnamente i primi 40
anni del CPAE.
|
|
|
|
|
Rally di Islanda 1983: quando il secondo
posto equivale a una vittoria
Le gare rallistiche sono da sempre affascinanti
proprio perché fino all’ultima
tappa non sai mai chi sarà il vincitore.
Basta una seppur minima distrazione
e il primo si ritrova in fondo alla classifica
senza neanche accorgersene.
Ecco spiegato il perché questa specialità
è tra le più seguite dagli appassionati
per le quattro ruote. La noia non
si conosce, l’adrenalina è al top. E a
volte capita che lo spettacolo viene
fornito anche da chi non vince la gara,
ma si impegna a tal punto tale da dare
prestazioni parziali spettacolari. Che
equivalgono ai sorpassi in Formula 1,
oramai merce molto rara.
Ne sa qualcosa Giovanni Bardini, ora
boss di Aylmer Motors ad Alseno, che
vanta un buon passato sportivo nel
campo dei rally. Sono tante le sue avventure
significative. Tra queste, un posto
particolare nella memoria spetta al
Rally di Islanda 1983. Un’esperienza
positiva e ricca di fascino proprio per
le mille difficoltà incontrate durante
le varie tappe. Accompagnato dal
fido Sorghini, Bardini allestisce una
Range Rover particolarmente performante
e ben attrezzata, tecnicamente
parlando, ad affrontare le strade e
i guadi improvvisi sempre all’ordine
del giorno in questi posti: “Sapevamo
dei mille rischi che ci attendevano.
Mai avremmo pensato, alla luce delle
tante difficoltà incontrate, di riuscire a
concludere la gara. Che si rivelò veramente
massacrante”.
Nonostante uno spettacolare cappottamento,
per fortuna senza conseguenze,
l’equipaggio Bardini-Sorghini
passa al comando della classifica
quasi subito per mantenerla sino alla
quinta tappa. Va detto, per inciso, che
questo costituisce già in sé un piccolo
record, perché quasi mai nella storia
di questo rally si era visto un predominio
così schiacciante per cinque
tappe consecutive. Poi, rimasti senza
gomme e con una serie incredibile di
disavventure (compreso il “furto” in
classifica di ben un minuto) la Range
veniva sopravanzata dalla Aro del dottor
Sarrazin, noto in terra d’Africa con
il soprannome di “medico volante”.
È difficile tenere il passo del motore
Chrysler 5,7 litri con oltre 250 CV della
Aro del medico volante. La Range
arranca, ma grazie alle sapienti cure
di Bardini, riesce comunque a piazzarsi
al secondo posto nella classifica
generale. Una piccola impresa per un
piccolo team italiano armato di grande
sportività ed esperienza. A volte,
un secondo equivale a una vittoria.
|
|
|
|
Il
Mercatino
|
|
|
|
|
|
|
|
|