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I nostri primi quarant’anni
Il primo numero del 2007 si apre con una splendida copertina dedicata a un grande campione di sport e di vita recentemente scomparso: Clay Regazzoni. Amico del nostro club, ha partecipato alla Silver Flag due anni fa e avrebbe dovuto esserci anche quest’anno. Vi invito a leggere il bellissimo “pezzo” di Gaetano Derosa nelle pagine seguenti, che vi aiuterà a capire il personaggio e l’uomo Clay: entrambi indimenticabili. Questo per noi è un anno un po’ particolare. Il CPAE compie 40 anni e si appresta a festeggiare questo importante traguardo con una serie di iniziative speciali, nelle quali sarete voi soci i protagonisti principali. Siete oramai più di 1050. Una famiglia vasta ed affettuosa, con un parco auto, moto, fuoristrada e trattori davvero imponente come numero e importante per qualità. E lo sapete, la condicio sine qua non per mantenere questa superba nostra raccolta di mezzi è quella di frequentare il nostro club. Per mettervi sempre più a vostro agio, abbiamo pensato di ingrandire la nostra segreteria, anzi di raddoppiarla. Oggi dunque inauguriamo la nuova segreteria operativa, coordinata da Gabriele Pizzelli, che si affianca alla sede “storica” sempre gestita dal nostro highlander Raffaele Rizzi. Questo e altro, sono tanti gli argomenti che troverete in questo numero. Buona lettura!

Il presidente del CPAE, Achille Gerla, con Clay Regazzoni alla Silver Flag 2005. 

Il Ring col salto: Regazzoni ripreso con la Ferrari 312 B3 con le quattro ruote sollevate nel vittorioso Gran Premio di Germania 1974.

Clay si è fermato
ritratto di un grande campione
Una vita vissuta di corsa si è chiusa con uno schianto sull’autostrada. Clay aveva segnato un’epoca in Formula 1. Era l’ultimo dei piloti romantici, grande anche dopo la paralisi. Non ha mai sollevato il piede dall’acceleratore in gara come nella vita. Sempre alla ricerca di emozioni forti, di confronti, di novità. Ma anche molto legato ai figli, ai fratelli, agli amici. Gian Claudio Giuseppe Regazzoni da Mendrisio (Lugano), per tutti Clay, era tutto questo e molto di più. Uno di quei personaggi nel mondo dello sport senza confini né limiti di cuore, sempre guidato dall’istinto più che dalla ragione. Un uomo saggio intriso di generosità e di sana follia, capace di usare l’ironia anche nei momenti più drammatici come quando, due giorni dopo l’incidente di Long Beach nel 1980 che gli aveva paralizzato le gambe, bloccato in un letto al Paraplegiker Zentrum di Basilea, davanti al fratello appena giunto da Lugano che gli chiedeva come stesse, rispose con il suo irresistibile sorriso: “Sto bene, domattina vado a giocare a tennis, ho appena prenotato il campo”. Due ore prima, il medico gli aveva detto che non sarebbe più tornato a camminare.

Sul casco portava la croce svizzera (poi tolta per polemica) ma non c’era alcuna frontiera tra lui e l’Italia. La gente non lo pensava come straniero ma come italiano. Per la lingua, per il carattere sempre scherzoso, il modo di fare e di pensare. Aveva iniziato con le Formule minori, che gli avevano irrobustito le ossa, i muscoli, gli occhi. Le mani, con il volante, avevano imparato a esprimere forza, unita a delicatezza. E questo colpiva perché erano immense e quando le apriva, il palmo sembrava un gigantesco argano pronto a piegare la leva del cambio. Si dice che aveva un cuore alla Fausto Coppi, con un ritmo da montanaro che non mutava neanche quando correva sul filo dei trecento all’ora. “Dovrei essere critico nei miei confronti, avrei potuto vincere di più”, ci aveva detto recentemente. 5 Gran Premi vinti (4 su Ferrari, 1 su Williams) su 132 corsi, con 5 pole e 15 giri più veloci. Niente male comunque contro avversari del calibro di Stewart, Fittipaldi, Lauda. “Viveur, danseur, calciatore, tennista e, a tempo perso, pilota”. Così lo descriveva Enzo Ferrari, che lo amava anche se non gliene perdonava una. Come quando Clay, creando una linea di jeans, mise abusivamente il Cavallino Rampante su una tasca posteriore. “Ma proprio lì doveva metterlo?”, tuonò il Commendatore, anche se alla fine, come sempre, lo perdonava e ci rideva su. La Ferrari, delizia e croce. Un debutto a sensazione nel 1970, aggiudicandosi il Gran Premio d’Italia dopo appena cinque gare e piazzandosi terzo nel Mondiale dietro Jacky Ickx. Una parentesi alla Brm e poi il ritorno alla corte di Maranello nel 1974, con il Campionato perso all’ultima gara per una disgraziata serie di scelte tecniche. Poi il contributo alla vittoria del Mondiale l’anno dopo insieme a Niki Lauda. Che coppia quei due: probabilmente la più forte che la Ferrari abbia mai avuto. Alla fine del 1976 il divorzio con il fiele nella coda: “Io sarei rimasto, anche come seconda guida. Alla fine però presero Reutemann, riferirono a Enzo Ferrari cose sbagliate, i nostri rapporti si raffreddarono e io dovetti andarmene. Ma la Ferrari è stata l’auto nel cuore”. Da sempre attorniato da splendida compagnia femminile, con il suo famoso passo di tango con Raffaella Carrà in una “Canzonissima” del sabato sera nel 1974 fece crescere a dismisura la sua popolarità che gli fruttò una dimensione di “baffo irresistibile”. Famosi i suoi episodi di tombeur de femme. Come nel 1975, quando lui e Lauda si erano fidanzati con due sorelle. Di ritorno da una corsa, il duo ferrarista aveva convinto le ragazze a seguirle in hotel. A un certo punto Regazzoni sentì bussare alla porta. Era Lauda che disse: “Io finito. Andiamo?” e Clay, ridendo, rispose: “Ma io non ho ancora iniziato...” Un fascino diabolico sul quale Clay poi ha giocato tutta la sua vita. Che, però, ha avuto anche momenti di sconforto. Come al ritorno a casa a Lugano, dopo l’incidente di Long Beach. “C’è una pistola nel mio comodino. Ma non l’ho mai usata, anche se sono stato sul punto di farlo. Per un po’ ho pensato di essere stato un vigliacco a non essermi suicidato. Poi ho pensato che sarei stato un grandissimo vigliacco se invece avessi premuto il grilletto”. Nella sua carriera ha sempre mostrato uno stile bellissimo, fatto di sbandate controllate e di salti (come quelli, incredibili, nella sua gara capolavoro al Nürburgring nel 1974), sempre farcito di rischi disumani. Ma per lui l’impresa andava oltre il risultato. Non a caso ha sempre confessato che la sua gara più bella è stata quella in cui ottenne un secondo posto a Montecarlo 1979, con la seconda inutilizzabile, dopo una favolosa rimonta, anche se non riuscì a superare per pochi metri il vincitore Scheckter. Splendido Clay, gran seduttore, diceva che nulla vale quanto spremere tutto dalla propria esistenza, esagerando fino alla fine, senza fissare punti di arrivo. E infatti quello dell’A1, ponte sul fiume Taro, non era mica un traguardo, ma solo una manciata di metri dall’uscita di Parma. (G.d.)

Pranzo Sociale 2006
La fine di un anno vissuto intensamente, i saluti e gli auguri di un Felice 2007 ma anche l’occasione per vedersi e scambiare quattro chiacchere in relax. Questo e tanto altro è quello che è alla consueta assemblea annuale dei soci che, per la seconda volta, si è svolta al ristorante Park Hotel di Piacenza alla fine di novembre dello scorso anno. Ad accogliere i soci e gli invitati il presidente e il consiglio direttivo uscente. Nella sala delle riunioni sono stati esposti alla platea i risultati raggiunti in questi anni dal nostro sodalizio, sia in termini di aumento dei soci (oltre 1050), che di attività svolte (gite sociali, raduni, mostre statiche). Un lavoro importante che ha indubbiamente contribuito a far crescere il nostro club soprattutto in termini di prestigio e lo si è potuto verificare anche dalla nutrita partecipazione di personalità presenti all’assemblea, dal presidente ASI Roberto Loi con ben 4 consiglieri federali, ai sindaci di Piacenza Roberto Reggi e Castell’Arquato Alberto Fermi, il presidente del consiglio comunale Ricciardi , il presidente ACI Pierluigi Borella ruote a Raggi di Parma e il club di Pavia. Da sottolineare la fattiva collaborazione con i club sopra menzionati che ci ha permesso di organizzare raduni che hanno riscosso ampi consensi sia tra i soci che tra gli addetti ai lavori. Achille Gerla ha anche esposto ai soci le modifiche apportate allo statuto, variazioni necessarie per renderlo aderente alle disposizioni di legge per le associazioni “no profit”. Alla fine dell’assemblea si è svolto il pranzo sociale nel salone panoramico che per l’occasione era veramente al completo.

Lo scrutinio delle schede per l’elezione del nuovo consiglio direttivo CPAE, che si è svolta nel corso del pranzo sociale, ha dato iseguenti risultati.

Consigliere centauro
Davide Burzoni, neo acquisto del CPAE in qualità di consigliere addetto alla logistica di sicurezza, è anche un discreto manico. Qui a fianco lo vediamo ripreso alla Milano-Taranto 2006, gara da lui conclusa con un ottimo terzo di categoria. Un’impresa niente male che attesta l’impegno e la passione del ragazzo. Le basi sono buone, la volontà c’è. Cerchiamo di spremere al massimo le sue potenzialità.

CPAE, una segreteria nuova di zecca

Lavori in corso ultimati per la nuova segreteria del nostro club. Che ora si è “sdoppiata”, per far sì che le sempre più importanti esigenze dei nostri soci (lo ricordiamo, oltre 1050) possano essere esaudite nel minor tempo possibile. La sede del nostro sodalizio rimane invariata, quindi presso l’Hotel Concordia del nostro segretario e factotum, Raffaele Rizzi, a Fiorenzuola, via XX Settembre, 54 (telefono 0523/982827, fax 0523/984841). Gli orari sono dalle 8 alle 10 alla mattina e dalle 16 alle 20 il pomeriggio, da lunedì a sabato. Da qualche giorno invece è attiva la nuova segreteria del club, indispensabile per sbrigare tutte quelle pratiche per le vostre auto, moto, fuoristrada, trattori. Ecco l’indirizzo: c/o Elettromnia, via Scapuzzi 35/n, sempre a Fiorenzuola. È inoltre attivo già un numero diretto per i soci, che è il seguente: 0523/243397. Questa sede è situata all’uscita di Fiorenzuola verso Parma sulla Via Emilia di fianco alla concessionaria Fiat, con ampio parcheggio a disposizione. La persona di riferimento è un membro del consiglio direttivo, Gabriele Pizzelli (in sua assenza la signorina Roberta), grande esperto di auto e moto anteguerra, tra l’altro. La sua disponibilità è ampia, tutti i giorni a orari di negozio sabato mattina compreso. Il primo passo per questa riorganizzazione riguarda l’aggiornamento dell’anagrafico completo di ciascun socio. Per questo è fondamentale compilare la richiesta con tutti i dati necessari, che trovate qui sotto, per poter effettuare tale aggiornamento. Se si possiedono più di cinque autoveicoli siete pregati di fotocopiare la scheda da inviare mezzo posta al sopracitato indirizzo, oppure a mezzo fax (0523/941826), oppure via mail all’apposita casella prevista esclusivamente per i soci (segreteria@ cpae.it). Tale richiesta è molto urgente, proprio per il fatto che ci darebbe modo di sbrigare tutte queste pratiche prima dell’inizio dei nostri raduni dell’anno 2007.

Rinnovo tessera, ultima chiamata

Anche l’Asi è stata chiara su questo argomento. Se le tessere non vengono rinnovate in tempo utile, al socio decadono tutti i privilegi concessi (omologazione dei propri mezzi, esenzione bollo dove prevista, possibilità assicurazione storica). Non vi conviene ritardare il rinnovo del pagamento della tessera 2007. E il club non potrà fare nulla per ovviare ad eventuali ritardi. Il termine utile per il pagamento rimane il 20 febbraio. Regolatevi di conseguenza.

Una gita a Trieste e a Gorizia
È prevista per il prossimi 4 e 5 marzo la consueta gita annuale del nostro club. Mete di quest’anno le splendide città di Trieste e Gorizia con i loro significativi musei Ford (di Paolo Gratton, a Gorizia) e quello militare di diego de Enriquez (a Trieste). La partenza è prevista per le ore 6.30 di domenica 4 marzo a Piacenza, presso il parcheggio Cheope e alle 7.00 a Fiornezuola, in piazza Mercato. L’arrivo è ad Aquileia, con la vista della basilica, e poi a Grado. Qui il club ha deciso di rendere il pranzo libero, per poi ritrovarsi tutti alle 16 per visitare il prestigioso museo Ford Gratton. Successivamente la comitiva si sposterà in direzione dell’albergo, l’Hotel Perla, che è in Slovenia. Per questa ragione è assolutamente vitale per i soci avere la carta d’identità in regola, pena la non ospitalità in terra slovena. Cena di gala prevista al Casinò, dove alle 22.30 si svolgerà un esclusivo spettacolo di intrattenimento all’Arena. Il 5 marzo, dopo la colazione, si partirà (ore 9.30) in direzione del museo militare de Enriquez a Trieste. In seguito il pranzo, libero, e poi il ritrovo alle 16 per il rientro a Fiorenzuola e Piacenza. Molto interessanti i costi della partecipazione, come è consuetudine del nostro sodalizio. Il prezzo della gita è stato fissato in 95 euro a persona, che comprende il pernottamento in hotel in camera doppia, la cena di gala, la colazione e l’entrata nei musei. Le spese di viaggio sono a carico del CPAE. È stato deciso di fissare i giorni della gita in domenica e lunedì e non il sabato-domenica per problemi legati alla disponibilità dell’albergo. Le adesioni vanno date entro e non oltre il 15 febbraio, ovviamente fino ad esaurimento di posti disponibili sull’autobus.

La regina del deserto e il suo re
Giuliano Bertolotti, socio del nostro club, appassionato di orologi non soltanto per lavoro, è anche un collezionista di mezzi fuoristrada. Pardon, di Land Rover. Che, e non soltanto per lui, sono “il” fuoristrada per eccellenza. La preferita di Sir Winston Churchill è diventata nel corso di questi ultimi anni un desiderato oggetto da custodire gelosamente. Bertolotti, cultore della marca inglese da sempre, annovera nella sua collezione alcuni pezzi da novanta. Facile il restauro per lui, “viziato” come tutti gli appassionati del genere, da Giovanni Bardini e la sua Aylmer Motors, ad Alseno, che da tantissimi anni commercializza ricambi originali del prestigioso marchio. “Un mezzo malandato e incompleto non spaventa più nessuno, per fortuna” - dice Bertolotti - “perché ora tutti sanno che esiste un punto di riferimento importante per recuperare ricambi anche introvabili ed assistenza qualificata”. Vediamo un po’ quali sono i gioielli di famiglia Bertolotti, allora. Veramente raro e splendido per condizioni un 88 versione pick-up, mezzo ideale per girare in mezzo ai boschi ma anche nella savana, in cerca di avventure tra le più ardite. Formidabile la 109 terza serie, la “regina del deserto”, con il famosissimo tetto tropicale, in pratica un doppio tetto per alleviare decisamente il clima all’interno dell’abitacolo in caso di lunghi spostamenti sotto il sole tropicale. Per entrambi i mezzi un paio di anni di cure amorose per un restauro all’altezza della situazione. E oggi la possibilità di usarli proprio come veicolo tuttofare per tutti i giorni e, come dicono gli inglesi, in any time.

Il signore dei cronometri
Nato a San Nicolò 47 anni fa, Gianmario Fontanella è stato il miglior pilota della stagione 2006 del Gentleman Driver Team. L’ennesimo trofeo si aggiunge nella sua bacheca, Importante bacheca, piena di riconoscimenti ottenuti in tutta Italia e giusto premio di una passione nata poco più di dieci anni fa. “Ho iniziato per scherzo nel 1995 e l’esordio non è stato dei migliori: ultimo al Trofeo di San Marino 1995...” A pensare ai risultati di oggi, viene da sorridere. Ma Gianmario è abituato ai controsensi, motoristicamente parlando. Il suo desiderio era quello di possedere una spider, la Mercedes SL “pagoda” degli anni Sessanta. Ma al momento di firmare l’assegno, una ventina di anni fa, l’occhio cade (complice una coppia di amici) su una coupé, la Porsche 356 A. Auto che possiede tuttora e che gli ha consentito, in coppia con il fido navigatore Alessandro Malta, di vincere una ventina di competizioni storiche in una decina di anni di attività. Il paragone con i grandi della regolarità non appare irriverente. Agli inizi la navigatrice era la bella compagna di vita, Annamaria. Poi sono arrivati gli eredi e Gianmario ha trovato in Alessandro il partner ideale per vincere e ben figurare in tutte le gare di regolarità. Nel suo palmarés figurano primi posti alla Winter Marathon (2005), alla Stella Alpina (2004), alla Parma - Poggio di Berceto (2006), al Circuito di Verona (2006). Si aggiunga anche un quindicesimo assoluto alla passata edizione della Mille Miglia, con la Siata che ha fatto parecchi capricci: un risultato di tutto rispetto. Tanti gli aneddoti divertenti che nel corso di questa amichevole chiacchierata ci racconta il gentleman driver piacentino. Abbiamo scelto questo. “Allo scorso Trofeo Aido abbiamo avuto problemi al cambio della Siata, a metà corsa: si è rotta la prima. Alessandro ha dovuto spingere l’auto prima di ogni controllo per farla partire, per non rovinare la frizione. Incredibile ma vero, nelle prove fatte con questa tecnica abbiamo spuntato tempi migliori rispetto alle prime, quando il cambio era ancora a posto...” Tipico esempio di simbiosi automobilistica. Per gli avversari massimo rispetto, con doverosa citazione a due personaggi che si avvicinano a Gianmario per spirito ed eleganza: Bruno Ferrari e Roberto Vesco. Sempre molto garbato nei modi di fare, Fontanella ha un sogno proibito, la Porsche 550 RS. Chissà se un giorno riuscirà ad esaudire questo desiderio. Noi glielo auguriamo di cuore.

Il mercatino

© 2003 C.P.A.E.