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Un'estate vissuta "pericolosamente"
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Mi si conceda un vecchio detto in lingua latina per ringraziare tutti coloro che
hanno reso l’edizione 2007 della Silver Flag un avvenimento assolutamente
unico. I collezionisti e gli appassionati che manifestano la loro gioia con le
proprie auto d’epoca. Ma anche gli uomini del consiglio direttivo del nostro
club, che (e non mi stancherò mai di ripeterlo) sono un gruppo particolarmente
affiatato e infaticabile. Gli sponsor, sempre più numerosi e importanti.
Similia cum similibus, appunto. E perfino l’Automotoclub Storico Italiano, che
con la sua partecipazione ha nuovamente sancito l’interesse del nostro Ente
primario per questo evento. L’ASI considera la Silver Flag un suo fiore all’occhiello,
e di questo siamo ovviamente soddisfatti.
Ma il CPAE è sodalizio che non dorme sugli allori. Ecco dunque a metà luglio
il raduno delle Tre Province che ha visto sfilare, tra l’altro, in piazza Cavalli
a Piacenza un nugolo di vetture anteguerra molto, molto significative. E poi
l’incontro consueto a Bore, un raduno intitolato a Romeo Nani, personaggio
che così tanto ha dato al mondo del collezionismo italiano. E poi gli amici dei
trattori, che si sono esibiti in una spettacolare aratura notturna. E poi l’impresa
del nostro consigliere Davide Burzoni (ne parleremo più diffusamente nel
prossimo numero) che ha vinto la propria classe alla Milano-Taranto con una
moto piccola così.
I raduni: il modo più intenso per vivere il collezionismo. Proprio in questi
giorni abbiamo partecipato ai lavori per la revisione della futura legge che
riguarderà i mezzi storici e che verrà concordata con l’ASI tramite i club. È
nostra ferma intenzione difendere i diritti dei collezionisti. Tutti i collezionisti,
ovviamente. Che si abbia in garage una 500 o una Ferrari, poco importa.
Bisogna difendere la passione, soprattutto quella delle giovani leve. Perché il
futuro del nostro mondo sia sempre così ricco di felicità come lo è stato quest’anno:
molto speciale per il CPAE, quello del quarantennale.
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Tutti insieme, appassionatamente: ecco gli uomini "dietro le quinte" del CPAE che coordinano ogni anno la Silver Flag, accanto alla splendida
Porsche di David Piper.
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Caludio Casali: "La Lotus 49 di Jim Clark, il mio vero sogno
proibito".
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Francesco, 8 anni:
"Papà, ma questa Ferrari
sembra proprio un'astronave".

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Anche quest’anno quasi 200 bolidi hanno preso il via da Castell’Arquato per sfrecciare verso Vernasca. Un parco vetture veramente importante, unico nel suo
genere in Italia. Ancora una volta, il CPAE ha fatto centro. Ancora una volta, i tanti spettatori accorsi hanno potuto sognare a occhi aperti... Come al solito è stata una
vera e propria sfacchinata
per noi del CPAE, ma ne è
valsa la pena. Da una dozzina di
anni a questa parte il piacere di raccogliere
in un solo evento così tante
vetture da competizione maschera
qualsiasi fatica nel coordinare
l’evento. Che non è più soltanto
fare una ventina di telefonate ai soliti
amici. È molto, molto, molto di
più. A cominciare dalla sicurezza,
che mai come quest’anno è stata
monitorata con impegno scientifico
dagli uomini del sodalizio emiliano.
Grazie anche agli sponsor,
oggi la Silver Flag è un evento unico
nel suo genere: e, dobbiamo dirlo,
siamo orgogliosi come piacentini
e come appassionati. “Quando hai
davanti agli occhi la mitica Lotus 49
monoposto di Jim Clark, il mio pilota
preferito, la stanchezza e l’inevitabile
tensione spariscono in un attimo”,
dichiara sorridendo Claudio
Casali. Ha ragione: chi scrive questo
articolo ha passato otto minuti
di orologio (cronometrati con uno
splendido Tag Heuer Carrera Silver
Flag) con la testa appoggiata sulla ruota posteriore della fantastica 33
12 cilindri boxer dell’Automobilismo
Storico Alfa Romeo di Arese,
mentre il driver Maurizio Monti avviava
la procedura di riscaldamento
del motore: il timpano destro si
è quasi lacerato all’urlo sensazionale
di quel motore, orgoglio del
Biscione e dell’automobilismo nazionale.
Ma che importa: otto minuti
sono passati in un attimo, che
gioia. “Sono un presidente fortunato
– poco distante dalla partenza
mi ha detto Achille Gerla – perché
dirigo una squadra perfetta, senza
sbavature. E sono orgoglioso dei
miei ragazzi, che danno un senso
di ospitalità veramente speciale a
tutti i partecipanti”.
Quest’anno il club organizzatore è
riuscito, per festeggiare la vittoria
della Porsche 550 di Carlo Leto di
Priolo alla Castell’Arquato-Vernasca
nel 1955, a recuperare tutte le
auto da competizione più vincenti
della storia della Casa di Stoccarda.
Oltre alle 550, dunque anche un
paio di 906, la 908 seconda serie del
1969 con cui Steve McQueen arrivò
secondo alla 12 ore di Sebring nel
1970 nonostante un piede ingessato,
e soprattutto la splendida 917
coda corta di David Piper del 1969,
vincitrice alla 9 Ore di Kyalami l’anno
successivo. “È un po’ che non
la mettevo in moto – ha spiegato
l’ex pilota inglese con la sua tipica
flemma anglosassone – spero parta
al primo colpo, altrimenti bisogna
smontare mezza macchina...” Una
volta scaricata dal carrello e appena
dopo aver attaccato la batteria,
la splendida sport non ha avuto la
minima esitazione: il 12 cilindri di
quasi 520 CV ha emesso il suo ruggito
tipico senza alcun problema.
“Sono riuscito anche a mettere la
quinta” – dirà dopo la prima manche
Piper: per intenderci, oltre 280
all’ora...
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Sandro
Bianchi:
"Pazzi da
legare:
ma non
rinuncerei
per niente al mondo".
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C’è chi invece di velocità non vuole
sentirne parlare. Paolo Casella,
al via con una meravigliosa Ferrari
212 E Le Mans con carrozzeria
berlinetta disegnata da Touring nel
1952, si gode la vista dei paddock:
“Tanto di cappello a voi tutti per
la incredibile manifestazione. Per
ammirare un parco auto di tale
valore bisogna andare all’estero, a
Goodwood per intenderci. Ma qui
l’atmosfera è completamente differente.
Si alternano momenti di
tranquillità e gioia nell’ammirare
le vetture a momenti di particolare
tensione, quando sei in prossimità
della linea di partenza e stai
per prendere il via. Momenti unici,
irripetibili”.
Tra le tante monoposto brillava
anche il tipico rosso corsa della
monoposto Ferrari 312 “Spazzaneve”
del 1972, pilotata alla Silver
Flag da Lorenzo Prandina. Il buffo
soprannome le deriva dallo strano
alettone anteriore; fu una sorta di
laboratorio sperimentale dell’ingegner
Mauro Forghieri caratterizzata
soprattutto dal passo corto
e dai radiatori all’interno dell’abitacolo.
A vederla oggi sembra
quasi un dragster, vista la grande sproporzione fra ruote anteriori e
posteriori.
E che dire delle fantastiche vetture
sport che hanno preso il via di
questa edizione: tra tutte, ci piace
citare le splendide barchette dei
fratelli Calmonte (Renato con la
Osca MT4, Danilo con una Maserati
carrozzata da Scaglietti di rara
bellezza) e soprattutto la incredibile
Jaguar Lister “Knobly” del 1958 di
Alessandro Bianchi. E quel nugolo
di Formula Junior, come dimenticarle?
E le vetture anteguerra, che
delizia: come la Talbot Darraq T26C
di Richard Pilkington del 1931, la
Talbot più vincente nel periodo
ante 1945. E poi le Abarth, tante,
grintose, rombanti, minuscole ma
scattanti, un vero colpo al cuore
per gli amanti dello Scorpione.
Alla fine della terza manche, tutti
erano soddisfatti: chi perché era
finalmente tutto finito, chi invece
perché ha concluso senza aver rotto nulla, chi semplicemente perché
ha potuto ammirare così tanti
gioielli in un colpo solo. In un angolo,
due amici commentano sorridendo:
“Peccato dover aspettare
un anno intero per rivedere questo
museo viaggiante”. Non rimane che
sognare... (Gaetano Derosa)
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Suggestivo
inseguimento
tra le due Alfa Romeo 33 Campioni del mondo
Marche 1975-77 del Museo
di Arese e di Emilio Comelli.
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Un Dna molto particolare
 Uomini e motori: un connubio unico,
intimo, intenso, quasi maniacale. Chi presenta la manifestazione,
chi sorride al volante della propria
auto, chi sorride a 64 denti a dispetto
della dentiera, chi parla per spiegare
le regole di una gara che gara
non è. La Silver Flag è unica anche
per questi personaggi. Piloti, organizzatori,
sponsor, amici, tutti tesi
a collaborare per un raduno molto
speciale. Vorremmo poter ringraziare
tutti, dice giustamente il presidente
CPAE Achille Gerla: grazie a tutti,
nessuno escluso, che anche con
un semplice gesto rendono questo
evento speciale e un po’ fuori dalle
righe. La rigida formalità non fa parte
del nostro Dna. Noi conosciamo
solo la schiettezza, la gentilezza, la
cordialità, la correttezza e la spensieratezza.
Scusate se è poco.
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Raduno di Bore
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Non c’è niente da dire: questo
è un raduno che i soci
del nostro club "sentono"
in particolar modo, e questo rende
il lavoro di organizzazione molto
piacevole. Domenica 5 agosto,
nonostante le ferie incombenti, 84
auto e 18 motociclette con i loro
proprietari si sono ritrovate sul
piazzale del punto vendita Mercatone
Uno, sponsor unico della
manifestazione, a Fiorenzuola,
per il consueto e molto “gettonato”
raduno verso le dolci colline
che circondano Bore. Ampia la
gamma dei mezzi presenti dalle
auto e moto anteguerra: Fiat Tipo
2, Balilla, Alfa Romeo 6C 1750 SS,
Fiat 520, Moto Guzzi GTS e GTV,
Nimbus ai mezzi anni 50 e 60 come
Fiat Ttopolino, Triumph, Austin
Healey, Mercedes, Lancia, Fiat 500
e 600, Alfa Romeo Giulietta sino alle più recenti. Dopo una lauta
colazione il gruppo è partito alla
volta di Bore transitando anche
sul percorso della Castell’Arquato-
Vernasca. Complice anche la bella
e non troppo calda giornata i partecipanti
hanno potuto ammirare
gli splendidi panorami delle nostre
colline gustando il piacere di
guidare i propri mezzi e riscuotendo
l’ammirazione degli spettatori
lungo il percorso. Dopo gli ultimi
tornanti sono giunti a Bore dove i
mezzi sono stati parcheggiati tra
le vie del paese, mentre la comitiva
CPAE era attesa dal parroco
don Giancarlo e dai suoi volontari
che hanno accolto il gruppo, per
un ottimo pranzo, presso il centro
parrocchiale. Molto apprezzata la
lotteria a fine pranzo dove i partecipanti
si sono spartiti salami, prosciutti,
bottiglie di vino e persino
un televisore! Il trofeo in memoria
di Romeo Nani è stato assegnato al
gruppo pavese di soci CPAE capitanati
da Gianni Muchetti. Si è voluto
così premiare la loro assidua e
sentita partecipazione alle nostre
manifestazioni. Il nutrito, in tutti
i sensi, gruppo nel pomeriggio ha
raggiunto l’ombreggiato giardino
del ristorante Ranch dove si è gustata
una semplice merenda (pancetta
nostrana e torte caserecce)
ancora una volta molto apprezzata
dai partecipanti: evidentemente
guidare i mezzi storici è faticoso
e richiede un continuo reintegro
delle calorie spese... In seguito si
è svolta la seconda lotteria che ha
“elettrizzato” (i premi erano elettrodomestici
offerti da Mercatone
Uno) ancora di più i concorrenti.
Gli assenti si sono persi lo spettacolo
del simpatico Raffaele Rizzi alle prese con l’avviamento manuale
della sua vettura una Fiat
Tipo 2 del 1918, per altro partita
sempre al primo colpo, tra lo stupore
della compagnia della spinta
pronta ad intervenire. Alla fine di
questa piacevole giornata gli immancabili
saluti con il proposito
di ritrovarci ai prossimi raduni del
club ed alla edizione 2008 di questa
gita enogastronomica a Bore
che riscuote tanto consenso fra i
numerosi partecipanti.
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Raffaele
Rizzi: "Messa
in moto a manovella?
Ve la mostro
io!"
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L’abilità del maestro
Che Raffaele Rizzi sia un esperto in materia di auto e moto d’epoca è risaputo.
Non fosse altro che per la sua "anzianità di servizio": è stato tra i soci
fondatori del CPAE, nel lontano 1967. Ma che fosse anche abile nella messa
in moto a manovella di una veterana, per di più al primo colpo, in pochi
se lo aspettavano. E invece a Bore, alle prese con la vecchia Fiat Tipo 2 del
1918, con un movimento svelto e ben calibrato ha fatto partire la vettura al primo colpo. Complimenti!
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Aratura Notturna
Che i mezzi agricoli del nostro club fossero perfettamente funzionanti, non vi erano dubbi. Ma che fossero in grado di
lavorare la terra esattamente come i mezzi nuovi, questa è stata una piacevole novità. Ecco alcuni trattori ripresi durante
una spettacolare aratura notturna. Complimenti!
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GMT, a primavera un corso per piloti e navigatori
Se la passione per le auto d’epoca
fosse una malattia, sarebbe l’unica
dalla quale nessuno vorrebbe
guarire e l’epidemia avrebbe una
diffusione capillare. Non risparmia
nessuno, vecchi e giovani guardano
con rinnovato interesse le anziane
vetture lasciate per anni ad impolverarsi
in un angolo del garage o sotto
un portico. Le vecchie moto o le Vespe
sono diventati cimeli da condurre
con malcelato orgoglio e da sfoggiare
davanti gli amici del bar. Solo
le consorti guardano con diffidenza
ed un pizzico di gelosia i mezzi
meccanici, che sottraggono sempre
più tempo alla famiglia, ma in fondo
convengono che è un passatempo
innocuo e lasciano correre.
Poi ci sono i malati per il cronometro
e ciò aggrava la precedente patologia,
costringendo gli interessati a
confrontarsi con cadenza quindicinale
sui tornanti di montagna o nei
borghi delle valli, in competizioni
dal ritmo serrato. E qui entra in gioco
la GMT (Gentle Motor Team), la
“Squadra Corse” del CPAE che cerca
di tenerne alto il nome ben figurando
in competizioni di campionato
italiano, ma anche manifestazioni
internazionali. Non c’è rivista nella
quale non spicchi il logo GMT sulla
lucida carrozzeria di qualche vettura
e questo non può farci che piacere.
L’incredibile precisione di passaggio
dei più forti regolaristi è ormai al di
sotto dei tre centesimi di secondo e
solo un continuo allenamento può
permetterci di competere con i Top
della categoria, che annovera tra
l’altro il nostro Fontanella.
Vorrei però, rispondere a tutti coloro
i quali mi avvicinano o mi telefonano
per sapere come funziona la GMT e
come eventualmente entrare a farne
parte: il nostro è principalmente un
gruppo di amici che ama condividere
questa bellissima passione e che
predilige lo star bene insieme ai risultati.
Non ha alcuna importanza la
bravura del conducente o del pilota,
mentre ne ha di più la disponibilità
a partecipare ad almeno alcune
competizioni nell’arco dell’anno (è
pur sempre una scuderia…). Ma per
chi volesse avvicinarsi per la prima
volta a questa specialità, che è la
regolarità classica, mi preme comunicare
che nella primavera prossima
terremo un corso per piloti e navigatori
con teoria e prove pratiche,
anche su vetture di proprietà del
Club. È un bel modo per entrare in
questo mondo ed ammalarsi ancora
di più… Chi volesse informazioni
su quanto sopra o volesse frequentare
i nostri incontri per conoscerci
e farsi conoscere, può scrivermi al
seguente indirizzo di posta elettronica:
c.cerri@ab-consul.it la risposta
è assicurata, cosi come la possibilità
di entrare a far parte di un gruppo
che mette il rapporto umano e personale
al primo posto, divertendosi
con i cronometri e le autovetture
delle quali andiamo tanto fieri. Unitevi
a noi. (Claudio Cerri)
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Le Tre Province
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Alfa, Cadillac, Fiat, Hupmobile, Lancia... Una sfilata mozzafiato di vetture
anteguerra da piazza Cavalli, gioiello di Piacenza, fino al castello di Rivalta.
La seconda edizione del Giro delle Tre Province, organizzato dal nostro club in
collaborazione con i sodalizi di Cremona e Parma, ha fatto centro.La seconda edizione del “Giro delle Tre Province “, che si è svolta
domenica 15 luglio, ha confermato che la collaborazione fra i club
(CPAE, CAVEC di Cremona e Ruote a Raggi di Parma) dà sempre
buoni frutti e riscuote consensi fra i partecipanti a riprova dall’aumentato
numero di iscritti, sia dei club organizzatori che dalle altre province, in
particolare nutrita la rappresentanza della Scuderia S.Martino con le loro
bellissime vetture. Tale collaborazione è stata lodata anche dal commissario
ASI Maurizio Speziali presente alla manifestazione. Infatti erano ben
43 le vetture, ante 1940, presenti a questa edizione che hanno catalizzato
l’attenzione del numeroso pubblico presente in piazza Cavalli a Piacenza,
è difficile citare alcune vetture per timore di trascurarne qualcuna ma ci
proveremo! Citiamo tra le altre: Fiat Brevetti Ansaldo del 1908, Hupmobile
Runabout del 1910, Cadillac 30 HP del 1910, Fiat Tipo 2B del 1916 e poi
Sam C 25, OM 469 M, Ansaldo 4H, Fiat 503, Ford Tipo A, Fiat 525 SS, Citroen
C4, Lancia Artena e Augusta, la serie completa delle versioni Fiat 508
Balilla. Il programma prevedeva il ritrovo dei partecipanti in piazza Cavalli
a Piacenza e mentre le vetture facevano bella mostra i proprietari visitavano
il museo delle carrozze a Palazzo Farnese, in seguito si partiva per il
giro turistico, sfilando tra due ali di folla nel centralissimo corso Vittorio,
alla volta del Castello di Rivalta dove le vetture venivano parcheggiate all’interno
del borgo. Molto apprezzata la visita guidata alle sale del castello
ed alla collezione di cimeli tra i quali bandiere della Serenissima utilizzate
durante la battaglia di Lepanto. Dopo la parte culturale del programma
si passava a quella gastronomica con aperitivo nei giardini ed a seguire il pranzo nei saloni della foresteria
dove si sono gustate le specialità
piacentine. Infine i presidenti dei
club, (Achille Gerla - CPAE, Walter
Vecchi - CAVEC, Piero Marchini -
Ruote a Raggi), hanno distribuito
la targa ricordo della manifestazione
ai partecipanti, dando loro
appuntamento per il prossimo
anno a Parma.
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Il
mercatino
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