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Ciao, Ciccio
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Lo scorso 22 aprile Vittorio Venino, giornalista di Quattroruote e Ruoteclassiche,
ha perso la sua battaglia contro una terribile malattia. Grande amico
del CPAE e irrefrenabile amante delle auto d’epoca, ha partecipato numerose
volte alla Silver Flag e alle altre nostre manifestazioni. Per chi, come me,
ha avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo, è una perdita importante.
Ma importanti sono soprattutto gli insegnamenti che Vittorio, o meglio Ciccio
come era universalmente conosciuto, ci lascia in eredità: l’eleganza nell’affrontare
la vita quotidiana, la gentilezza nel relazionarsi con le persone (che
oggi sembra proprio diventata un optional), la mai doma passione per i veicoli
d’antan, la gioia di vivere. Buffo pensare che ora, nell’aldilà, dovrà giustificarsi
al buon Dio per le tante imprecazioni pronunciate quando la “sua” Inter non
vinceva. Però ci piace sognare questa ultima, dolce immagine: proprio il buon
Dio lo avrà promosso come custode responsabile di tutte le Lancia finite in
Paradiso...
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Ciccio Venino con il fido copilota Massimo Calzone al volante dell’Alfa
Romeo 6C 1750 del Museo di Quattroruote, pronto a prendere il via a una
delle passate edizioni della Silver Flag.
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Per partecipare ai nostri raduni
Ecco l’elenco di tutte le manifestazioni del CPAE per il 2009. Per informazioni ed iscrizioni siete pregati di
contattare Raffaele Rizzi c/o Hotel Concordia (tel. 0523/982827, fax 0523/984841) o Gabriele Pizzelli c/o
Elettromnia (tel. 0523/243397, fax 0523/941826). I pagamenti possono essere effettuati con un versamento alla
Banca di Piacenza (agenzia 2, Fiorenzuola Cappuccini) con le seguenti coordinate: cc/ 0270007008, cab 65311,
abi 05156, cin Z, iban: IT 66 Z 05156 65311 CC0270007008. Potete anche scaricare i moduli di partecipazione
dei raduni direttamente dal nostro sito
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| PROGRAMMA
MANIFESTAZIONI AUTO |
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5 Aprile 2009
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2° Trofeo del grande fiume
- Manifestazione turistica
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19
Aprile 2009
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Raduno di Cardazzo -
Gita sociale
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8-9-10 Maggio
2009
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Cultura e Motori
al Politecnico di Piacenza
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2 Giugno 2009
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Città di Salsomaggiore
in collaborazione
con il Club Ruote a Raggi di Parma
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14 Giugno 2009
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33a Castell’Arquato-Vernasca
con prove di regolarità ASI
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26-27-28 Giugno
2009
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“14° Vernasca Silver Flag”
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19 Luglio 2009
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Le 3 Province “vintage”
- Manifestazione turistica in collaborazione
con i Club di Parma e Cremona
per vetture ante 1945
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2 Agosto 2009
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“Raduno di
Bore” - Gita sociale
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5-6 Settembre
2009
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Bobbio-Penice
- Raduno turistico
Trofeo Marco Polo ASI
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4 Ottobre 2009
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Trofeo Rotary Club Val Tidone
- Manifestazione turistica
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| PROGRAMMA
MANIFESTAZIONI MOTO |
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15-16-17 Maggio
2009
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ASI MotoShow
a Varano de’ Melegari
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30-31 Maggio 2009
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Raduno Motociclistico del Ducato
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26-27-28 Giugno
2009
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“14° Vernasca Silver Flag”
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30 Agosto 2009
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Rievocazione del
“Circuito Motociclistico di Cortemaggiore”
Manifestazione turistica
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| PROGRAMMA
MANIFESTAZIONI TRATTORI |
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22 Marzo 2009
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25
Aprile 2009
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Tour dei vigneti in Val Chero
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2 Giugno 2009
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Rassegna “Arti e mestieri”
a Fiorenzuola
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23 Agosto 2009
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Festa dell’uva
a Chiavenna Rocchetta
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6 Settembre 2009
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Tour delle cascine
ad Agazzino
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4 Ottobre 2009
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Festa della castagne
a Castell’Arquato
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Visita al museo
Mercedes
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Le sette sale del Mito ripercorrono cronologicamente
la storia, dall’invenzione
dell’automobile al presente, collegate
fra loro da una rampa di circa 80 metri
di lunghezza priva di gradini. Accessibile
ai disabili, l’inclinazione diminuisce
impercettibilmente raccordandosi alla
sezione piana per consentire a tutti di
muoversi comodamente ed in piena
sicurezza all’interno dell’edificio.
Ad eccezione della prima e dell’ultima
sala del Mito, che rappresentano
l’invenzione dell’automobile e la storia
delle corse automobilistiche, tutte le
altre sale sono realizzate secondo lo
stesso principio: la rampa discendente
costeggia la parete esterna e conduce
ai veicoli, situati al centro della sala,
compiendo un’ampia curva. Sulla
destra è possibile intravedere i veicoli
esposti più in basso, mentre sulla
parete sinistra la cronaca del tempo descrive
i temi della storia aziendale sullo
sfondo degli eventi storici. La galleria
presenta il contesto in cui si inseriscono
le innovazioni che hanno fatto la storia
dell’automobile.
In ogni sala del Mito è rappresentato il
tema centrale: l’invenzione del veicolo
stradale autonomo alimentato a benzina, la nascita del marchio Mercedes,
lo sviluppo di motori Kompressor e
diesel, le vetture con portiere “ad ali di
gabbiano”, gli autocarri a cofano corto
degli anni 1950, la sempre crescente
importanza dei temi relativi alla
sicurezza ed all’ecologia, la presenza
globale del Marchio, i veicoli da competizione
e da record nell’ultima sala,
dove si conclude il percorso museale.
La curva finale si trasforma in una
parete verticale su cui sono “appese”
famose vetture da record. Fra le vetture
esposte vi sono la T 80 a tre assi, la
dodici cilindri da record W 125 del
1938, la diesel C 111 III del 1978, la
190 E 2.3-16 del 1983 e, per finire, la
recentissima E 320 CDI che nel 2005 ha
percorso 100.000 miglia alla velocità
media di 224 km/h nel circuito texano
di Laredo. Le vetture che concludono
l’esposizione dimostrano che la velocità
non è tutto: dall’automobile che
è stata in grado di percorrere 1.028 chilometri
con un solo litro di gasolio alla
vettura alimentata a celle solari, che
verso metà degli anni ‘80 vinse il Tour
del Sol dal Lago di Costanza fino al
Lago Lemano, senza utilizzare nessun
tipo di carburante tradizionale.
Il museo della Casa con la Stella
a tre punte vanta 1600 veicoli
e una storia che non ha eguali
nel mondo dell’automobilismo.
Da una parte il racconto della produzione
di serie, dall’altra l’importante
avventura sportiva delle
mitiche Frecce d’Argento. Questa
denominazione nasce nel 1934. Il
il colore fu dovuto allo stesso regolamento:
al gran premio di Germania
del 1934, disputatosi sul circuito
Nordschleife del Nürburgring,
le due Mercedes-Benz erano più
pesanti di 1 kg rispetto al massimo
regolamentare, von Brauchitsch
suggerì di rimuovere, da entrambe
le vetture, lo strato di vernice
bianca, con cui erano colorate di
norma le vetture di nazionalità tedesca.
Così fece Alfred Neubauer,
direttore del settore corse, lasciando
quindi a vista l’alluminio della
scocca delle vetture: da qui la denominazione
Frecce d’Argento.

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Visita al museo
Porsche
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La storia tecnica della Porsche è
affascinante. Il figlio di Ferdinand
Porsche, Ferdinand Anton,
universalmente conosciuto col
nomignolo di Ferry, collaborò
strettamente con il padre, portando
avanti l’azienda e creando, nel
1948, la prima vera Porsche: il
modello 356. La meccanica della
vettura ricalcava, nello schema,
l’impostazione della Volkswagen
cioè motore boxer a quattro cilindri,
raffreddato ad aria, collocato in
posizione longitudinale posteriore
a sbalzo, cioè con il monoblocco
oltre l’asse posteriore e il cambio
verso l’abitacolo. Il motore
inizialmente utilizzato mantenne
sostanzialmente la configurazione
di quello del Maggiolino, solo con
il sistema di alimentazione rivisto
montando doppi carburatori, uno
per bancata. Quando il padre di
Ferry, Ferdinand, morì (nel 1951),
la Porsche conquistò la sua prima
vittoria di classe alla 24 ore di
Le Mans. Nel 1953 vide la luce
la 550 Spyder, una barchetta
studiata appositamente per le
competizioni con un motore boxer a quattro cilindri di 1498 cc e 110
CV, con una potenza specifica di
73,4 cavalli/litro, non indifferente
per un’auto di quel periodo. La
disposizione del motore era in
questo caso a motore centrale
cioè con il monoblocco verso
l’abitacolo, all’interno dell’asse
posteriore, e il cambio verso
l’esterno. Questa collocazione
dell’unità motrice conferiva una
maggiore stabilità e fu applicata
successivamente a modelli di
serie (914, Boxster e Carrera GT).
Nel 1963 Ferdinand Alexander
Porsche, figlio di Ferry, creò la
911, un’altra vettura sportiva con
motore boxer sei cilindri raffreddato
ad aria, che partecipò ad alcuni
rally vincendo quello di Montecarlo
per ben due volte. Anche per la
911 fu conservata la tradizionale
disposizione posteriore a sbalzo
del motore che venne mantenuta in
tutte le serie che si susseguirono,
mentre il raffreddamento ad aria fu
abbandonato con la 911 serie 996
del 1999 che, per la prima volta,
viene dotata del raffreddamento a
liquido.
Di recentissima costruzione,
il museo della Porsche
che molti soci del nostro
club hanno visitato a febbraio ripercorre
la gloriosa storia della
Casa che nasce nel 1931 ad opera
di Ferdinand Porsche, famoso anche
per aver disegnato la celebre
Volkswagen, ovvero l’auto del popolo,
voluta da Hitler durante il
periodo nazista e conosciuta nel
tempo come Maggiolino. In queste
due pagine, alcune immagini
significative, tra cui quella di una
curiosa foto di una 956 che, alla
velocità di 321 km/h, potrebbe in
teoria correre sottosopra...

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 Affascinante la
storia sportiva di
Tarquinio Provini,
che lo scorso
anno è stata ricordata
a Roveleto
di Cadeo. Il
centauro piacentino inizia a correre
all’eta di 16 anni con la licenza di
suo zio poiché troppo giovane per
ottenere il permesso. Vince nel 1949
e nell’anno successivo il campionato
provinciale. Nel 1953 vince il campionato
italiano di 3° categoria e
partecipa alla famosa Milano-Taranto
arrivando 2°. L’anno successivo è
campione italiano di 2° categoria e
vince anche il Motogiro d’Italia. Si
aggiudica quindi 2 titoli mondiali,
nel 1957 su Mondial in 125 e nel
1958 su MV Agusta nella 250; si
aggiudica in totale anche 13 titoli
italiani. Si ritira in seguito a un gravissimo
incidente durante le prove
del Toruist Trophy del 1966. Fonda
successivamente a Casalecchio di
Reno, vicino Bologna, la Protar, una
delle più importanti aziende italiane
di modellismo. La sua scomparsa è
datata 2005.
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Premiazione
Manovella d’oro 2008
a Forli
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Agli inizi di marzo il CPAE è stato premiato dall’Automotoclub Storico Italiano con l’ambito premio Manovella d’Oro 2008 per
il successo ottenuto alla tredicesima edizione della Silver Flag. Nella foto sotto, da sinistra: Achelle Gerla, Claudio Casali,
Pietro Piacquadio, Roberto Loi e Raffaele Rizzi nel corso della cerimonia. In basso a destra, Claudio Casali e Achille Gerla
indicano a Maria Teresa De Filippis la strada per raggiungere Castell’Arquato: quest’anno la Silver Flag festeggerà anche le
Maserati da lei guidate.
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Premier 3 ½ hp Sidecar 1914
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Velocità e potenza in qualsiasi condizione: con questo motto la Premier, piccola
casa motociclistica di Coventry, in Gran Bretagna, reclamizzava orgogliosa i suoi
modelli agli inizi del secolo scorso. Protagonista della fiche tecnica di questo
numero, proprio un modello della Premier, la 3 ½ HP del 1914, in versione
sidecar. Si tratta di una rarità assoluta: pochissimi infatti sono gli esemplari
sopravvissuti. Rarissime anche le notizie sulle riviste dell’epoca: su una di queste,
però, datata 1913, riusciamo ad arrivare alla gamma del periodo, fatta da tre
modelli (2 ½ HP, 3 ½ HP e 7-9) e sappiamo anche che il prezzo della moto “a solo”
era di 48 sterline. Quello che vale oggi è presto detto: non ha prezzo
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Motore:
Monocilindrico
Quattro tempi tipo 8451
Cilindrata 499 cm3
Potenza massima 3,8 CV a 4000 giri/min.
Trasmissione:
Cambio meccanico a 3 velocità
Freni meccanici
Pneumatico anteriore 26x2 ¼ - posteriore 26x2 ¼
Ruota sidecar 26x2 ¼
Corpo veicolo:
Motociclo con carrozzino laterale
(sidecar) staccabile, 3 posti totali.
Dimensioni e peso:
Tara 225 kg,
massa complessiva 375 kg.
Prestazioni:
Velocità massima
60 km/h con sidecar,
senza 80 km/h.
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Il
mercatino
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