Via XX Settebre, 54 Tel. 0523/982827 - 29017 Fiorenzuola d'Arda (PC)
Via Bressani, 8 - 29017 Fiorenzuola d'Arda (PC9 - Tel. 0523/248930 - TeleFax 0523/984841
E-mail: segreteria@cpae.it

 
 


 

Ciao, Ciccio

Lo scorso 22 aprile Vittorio Venino, giornalista di Quattroruote e Ruoteclassiche, ha perso la sua battaglia contro una terribile malattia. Grande amico del CPAE e irrefrenabile amante delle auto d’epoca, ha partecipato numerose volte alla Silver Flag e alle altre nostre manifestazioni. Per chi, come me, ha avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo, è una perdita importante. Ma importanti sono soprattutto gli insegnamenti che Vittorio, o meglio Ciccio come era universalmente conosciuto, ci lascia in eredità: l’eleganza nell’affrontare la vita quotidiana, la gentilezza nel relazionarsi con le persone (che oggi sembra proprio diventata un optional), la mai doma passione per i veicoli d’antan, la gioia di vivere. Buffo pensare che ora, nell’aldilà, dovrà giustificarsi al buon Dio per le tante imprecazioni pronunciate quando la “sua” Inter non vinceva. Però ci piace sognare questa ultima, dolce immagine: proprio il buon Dio lo avrà promosso come custode responsabile di tutte le Lancia finite in Paradiso...

Ciccio Venino con il fido copilota Massimo Calzone al volante dell’Alfa
Romeo 6C 1750 del Museo di Quattroruote, pronto a prendere il via a una
delle passate edizioni della Silver Flag.

Per partecipare ai nostri raduni
Ecco l’elenco di tutte le manifestazioni del CPAE per il 2009. Per informazioni ed iscrizioni siete pregati di contattare Raffaele Rizzi c/o Hotel Concordia (tel. 0523/982827, fax 0523/984841) o Gabriele Pizzelli c/o Elettromnia (tel. 0523/243397, fax 0523/941826). I pagamenti possono essere effettuati con un versamento alla Banca di Piacenza (agenzia 2, Fiorenzuola Cappuccini) con le seguenti coordinate: cc/ 0270007008, cab 65311, abi 05156, cin Z, iban: IT 66 Z 05156 65311 CC0270007008. Potete anche scaricare i moduli di partecipazione dei raduni direttamente dal nostro sito

PROGRAMMA MANIFESTAZIONI AUTO
5 Aprile 2009
2° Trofeo del grande fiume - Manifestazione turistica
19 Aprile 2009
Raduno di Cardazzo - Gita sociale
8-9-10 Maggio 2009
Cultura e Motori al Politecnico di Piacenza
2 Giugno 2009
Città di Salsomaggiore in collaborazione con il Club Ruote a Raggi di Parma
14 Giugno 2009
33a Castell’Arquato-Vernasca con prove di regolarità ASI
26-27-28 Giugno 2009
“14° Vernasca Silver Flag”
19 Luglio 2009
Le 3 Province “vintage” - Manifestazione turistica in collaborazione con i Club di Parma e Cremona per vetture ante 1945
2 Agosto 2009
“Raduno di Bore” - Gita sociale
5-6 Settembre 2009
Bobbio-Penice - Raduno turistico Trofeo Marco Polo ASI
4 Ottobre 2009
Trofeo Rotary Club Val Tidone - Manifestazione turistica

PROGRAMMA MANIFESTAZIONI MOTO
15-16-17 Maggio 2009
ASI MotoShow a Varano de’ Melegari
30-31 Maggio 2009
Raduno Motociclistico del Ducato
26-27-28 Giugno 2009
“14° Vernasca Silver Flag”
30 Agosto 2009
Rievocazione del “Circuito Motociclistico di Cortemaggiore” Manifestazione turistica

PROGRAMMA MANIFESTAZIONI TRATTORI
22 Marzo 2009
Fiera di Cortemaggiore
25 Aprile 2009
Tour dei vigneti in Val Chero
2 Giugno 2009
Rassegna “Arti e mestieri” a Fiorenzuola
23 Agosto 2009
Festa dell’uva a Chiavenna Rocchetta
6 Settembre 2009
Tour delle cascine ad Agazzino
4 Ottobre 2009
Festa della castagne a Castell’Arquato

Visita al museo Mercedes

Le sette sale del Mito ripercorrono cronologicamente la storia, dall’invenzione dell’automobile al presente, collegate fra loro da una rampa di circa 80 metri di lunghezza priva di gradini. Accessibile ai disabili, l’inclinazione diminuisce impercettibilmente raccordandosi alla sezione piana per consentire a tutti di muoversi comodamente ed in piena sicurezza all’interno dell’edificio. Ad eccezione della prima e dell’ultima sala del Mito, che rappresentano l’invenzione dell’automobile e la storia delle corse automobilistiche, tutte le altre sale sono realizzate secondo lo stesso principio: la rampa discendente costeggia la parete esterna e conduce ai veicoli, situati al centro della sala, compiendo un’ampia curva. Sulla destra è possibile intravedere i veicoli esposti più in basso, mentre sulla parete sinistra la cronaca del tempo descrive i temi della storia aziendale sullo sfondo degli eventi storici. La galleria presenta il contesto in cui si inseriscono le innovazioni che hanno fatto la storia dell’automobile. In ogni sala del Mito è rappresentato il tema centrale: l’invenzione del veicolo stradale autonomo alimentato a benzina, la nascita del marchio Mercedes, lo sviluppo di motori Kompressor e diesel, le vetture con portiere “ad ali di gabbiano”, gli autocarri a cofano corto degli anni 1950, la sempre crescente importanza dei temi relativi alla sicurezza ed all’ecologia, la presenza globale del Marchio, i veicoli da competizione e da record nell’ultima sala, dove si conclude il percorso museale. La curva finale si trasforma in una parete verticale su cui sono “appese” famose vetture da record. Fra le vetture esposte vi sono la T 80 a tre assi, la dodici cilindri da record W 125 del 1938, la diesel C 111 III del 1978, la 190 E 2.3-16 del 1983 e, per finire, la recentissima E 320 CDI che nel 2005 ha percorso 100.000 miglia alla velocità media di 224 km/h nel circuito texano di Laredo. Le vetture che concludono l’esposizione dimostrano che la velocità non è tutto: dall’automobile che è stata in grado di percorrere 1.028 chilometri con un solo litro di gasolio alla vettura alimentata a celle solari, che verso metà degli anni ‘80 vinse il Tour del Sol dal Lago di Costanza fino al Lago Lemano, senza utilizzare nessun tipo di carburante tradizionale.

Il museo della Casa con la Stella a tre punte vanta 1600 veicoli e una storia che non ha eguali nel mondo dell’automobilismo. Da una parte il racconto della produzione di serie, dall’altra l’importante avventura sportiva delle mitiche Frecce d’Argento. Questa denominazione nasce nel 1934. Il il colore fu dovuto allo stesso regolamento: al gran premio di Germania del 1934, disputatosi sul circuito Nordschleife del Nürburgring, le due Mercedes-Benz erano più pesanti di 1 kg rispetto al massimo regolamentare, von Brauchitsch suggerì di rimuovere, da entrambe le vetture, lo strato di vernice bianca, con cui erano colorate di norma le vetture di nazionalità tedesca. Così fece Alfred Neubauer, direttore del settore corse, lasciando quindi a vista l’alluminio della scocca delle vetture: da qui la denominazione Frecce d’Argento.

Visita al museo Porsche

La storia tecnica della Porsche è affascinante. Il figlio di Ferdinand Porsche, Ferdinand Anton, universalmente conosciuto col nomignolo di Ferry, collaborò strettamente con il padre, portando avanti l’azienda e creando, nel 1948, la prima vera Porsche: il modello 356. La meccanica della vettura ricalcava, nello schema, l’impostazione della Volkswagen cioè motore boxer a quattro cilindri, raffreddato ad aria, collocato in posizione longitudinale posteriore a sbalzo, cioè con il monoblocco oltre l’asse posteriore e il cambio verso l’abitacolo. Il motore inizialmente utilizzato mantenne sostanzialmente la configurazione di quello del Maggiolino, solo con il sistema di alimentazione rivisto montando doppi carburatori, uno per bancata. Quando il padre di Ferry, Ferdinand, morì (nel 1951), la Porsche conquistò la sua prima vittoria di classe alla 24 ore di Le Mans. Nel 1953 vide la luce la 550 Spyder, una barchetta studiata appositamente per le competizioni con un motore boxer a quattro cilindri di 1498 cc e 110 CV, con una potenza specifica di 73,4 cavalli/litro, non indifferente per un’auto di quel periodo. La disposizione del motore era in questo caso a motore centrale cioè con il monoblocco verso l’abitacolo, all’interno dell’asse posteriore, e il cambio verso l’esterno. Questa collocazione dell’unità motrice conferiva una maggiore stabilità e fu applicata successivamente a modelli di serie (914, Boxster e Carrera GT). Nel 1963 Ferdinand Alexander Porsche, figlio di Ferry, creò la 911, un’altra vettura sportiva con motore boxer sei cilindri raffreddato ad aria, che partecipò ad alcuni rally vincendo quello di Montecarlo per ben due volte. Anche per la 911 fu conservata la tradizionale disposizione posteriore a sbalzo del motore che venne mantenuta in tutte le serie che si susseguirono, mentre il raffreddamento ad aria fu abbandonato con la 911 serie 996 del 1999 che, per la prima volta, viene dotata del raffreddamento a liquido.

Di recentissima costruzione, il museo della Porsche che molti soci del nostro club hanno visitato a febbraio ripercorre la gloriosa storia della Casa che nasce nel 1931 ad opera di Ferdinand Porsche, famoso anche per aver disegnato la celebre Volkswagen, ovvero l’auto del popolo, voluta da Hitler durante il periodo nazista e conosciuta nel tempo come Maggiolino. In queste due pagine, alcune immagini significative, tra cui quella di una curiosa foto di una 956 che, alla velocità di 321 km/h, potrebbe in teoria correre sottosopra...

Affascinante la storia sportiva di Tarquinio Provini, che lo scorso anno è stata ricordata a Roveleto di Cadeo. Il centauro piacentino inizia a correre all’eta di 16 anni con la licenza di suo zio poiché troppo giovane per ottenere il permesso. Vince nel 1949 e nell’anno successivo il campionato provinciale. Nel 1953 vince il campionato italiano di 3° categoria e partecipa alla famosa Milano-Taranto arrivando 2°. L’anno successivo è campione italiano di 2° categoria e vince anche il Motogiro d’Italia. Si aggiudica quindi 2 titoli mondiali, nel 1957 su Mondial in 125 e nel 1958 su MV Agusta nella 250; si aggiudica in totale anche 13 titoli italiani. Si ritira in seguito a un gravissimo incidente durante le prove del Toruist Trophy del 1966. Fonda successivamente a Casalecchio di Reno, vicino Bologna, la Protar, una delle più importanti aziende italiane di modellismo. La sua scomparsa è datata 2005.

Premiazione Manovella d’oro 2008 a Forli

Agli inizi di marzo il CPAE è stato premiato dall’Automotoclub Storico Italiano con l’ambito premio Manovella d’Oro 2008 per il successo ottenuto alla tredicesima edizione della Silver Flag. Nella foto sotto, da sinistra: Achelle Gerla, Claudio Casali, Pietro Piacquadio, Roberto Loi e Raffaele Rizzi nel corso della cerimonia. In basso a destra, Claudio Casali e Achille Gerla indicano a Maria Teresa De Filippis la strada per raggiungere Castell’Arquato: quest’anno la Silver Flag festeggerà anche le Maserati da lei guidate.

Premier 3 ½ hp Sidecar 1914

Velocità e potenza in qualsiasi condizione: con questo motto la Premier, piccola casa motociclistica di Coventry, in Gran Bretagna, reclamizzava orgogliosa i suoi modelli agli inizi del secolo scorso. Protagonista della fiche tecnica di questo numero, proprio un modello della Premier, la 3 ½ HP del 1914, in versione sidecar. Si tratta di una rarità assoluta: pochissimi infatti sono gli esemplari sopravvissuti. Rarissime anche le notizie sulle riviste dell’epoca: su una di queste, però, datata 1913, riusciamo ad arrivare alla gamma del periodo, fatta da tre modelli (2 ½ HP, 3 ½ HP e 7-9) e sappiamo anche che il prezzo della moto “a solo” era di 48 sterline. Quello che vale oggi è presto detto: non ha prezzo

Motore:
Monocilindrico
Quattro tempi tipo 8451
Cilindrata 499 cm3
Potenza massima 3,8 CV a 4000 giri/min.

Trasmissione:
Cambio meccanico a 3 velocità
Freni meccanici
Pneumatico anteriore 26x2 ¼ - posteriore 26x2 ¼
Ruota sidecar 26x2 ¼

Corpo veicolo:
Motociclo con carrozzino laterale (sidecar) staccabile, 3 posti totali.

Dimensioni e peso:
Tara 225 kg, massa complessiva 375 kg.

Prestazioni:
Velocità massima 60 km/h con sidecar, senza 80 km/h.

Il mercatino

© 2003 C.P.A.E.